Archivi del mese: gennaio 2016

Target Condition / Condizioni obiettivo

Nell’applicazione dell’improvement kata, una precisazione essenziale riguarda la “target condition” o “condizione obiettivo”. Il punto è questo: se il problema sul quale stiamo intervenendo è un problema tecnico, la condizione obiettivo viene stabilita rispondendo a questa domanda: “Come deve funzionare il processo, la macchina, l’attrezzatura etc., per dare il risultato voluto?” In questo caso è lo stesso team leader o responsabile diretto a dare la risposta, agendo di conseguenza. Diversamente accade quando si applica l’improvement kata a situazioni di rinnovamento organizzativo per ottimizzare tempi, costi e qualità. Ciò è dato dal considerare che il funzionamento in eccellenza di una macchina è un dato obiettivo, mentre l’ottimizzazione di un sistema organizzativo, con annesse responsabilità dei ruoli coinvolti, non è un dato oggettivo, implicando una valutazione del sistema azienda e delle sue priorità. In quest’ultimo caso ho riscontrato, nella mia attività professionale di coordinatore di percorsi di lean trasformation, un limite dell’approccio qualificato dalla descrizione della “condizione obiettivo” (target condition). Metodologicamente l’indicazione che ne deriva è questa: la “condizione obiettivo” per ciascun ambito di miglioramento organizzativo non viene stabilita e descritta dal responsabile diretto, ma dall’organizzazione (es., direttore generale, direttore operativo, direttore di produzione, et similia). In questo caso la condizione obiettivo consente di mantenere la ricerca delle soluzioni, e loro progressive implementazioni, sulla traiettoria degli standard di efficienza ed efficacia attesi.
Piero Camerone